VINTO UN ALTRO BANDO PER ACCOGLIENZA RICHIEDENTI ASILO...

Teniamo a precisare che la partecipazione al bando per 45 richiedenti asilo in un'unica unità abitativa, emanato dalla Prefettura di Pistoia e che abbiamo recentemente vinto, nasce da due motivi principali:
-   la volontà dell'Associazione di non abbandonare categorie di persone così fragili come sono i richiedenti asilo, specialmente dopo il cosiddetto "decreto sicurezza" recentemente pensato dal Ministro Salvini e emanato dal Governo della Repubblica (che, a nostro avviso, rende tutto e tutti più insicuri...),
-   la volontà dell'Associazione di dimostrare che possiamo fare assistenza anche con i pochi rimborsi previsti dal decreto se i nostri interventi sono seri, rigorosi, coordinati ed economici.
Non vogliamo entrare certo in polemica con i grandi consorzi di cooperative che preferiscono non partecipare ai bandi, solo chiediamo rispetto per chi, come noi, accetta la sfida e si pone, ancora una volta, a fianco delle categorie di persone più deboli e svantaggiate. Inoltre, senza voler fare sterile patriottismo, crediamo che funzione principale del volontariato sia quella di affiancare chi rappresenta i cittadini e mettersi in gioco se le risorse del nostro Stato non sono sufficienti da sole a gestire la situazione... basta che tutto sia chiaro e che ci sia il rispetto da tutte le parti in causa.
In ogni caso, resta il giudizio del tutto negativo sia sul cosiddetto "decreto sicurezza" (che rende più insicura la nostra convivenza e molto più difficoltosda l'integrazione) sia sui nuovi bandi emanati dal Ministero dell'Interno che non contemplano più l'insegnamento dell'italiano (indispensabile, a nostro giudizio, per chi chiede di essere incluso) e che non prevedono più la figura del mediatore culturale - figura fondamentale per la crescita e l'integrazione del richiedente asilo dato che era colui che faceva da "ponte" fra la cultura e il mondo abbandonato e la comunità accogliente). Inoltre non si capisce come dovrebbero mantenersi i richiedenti asilo che pur avendo ricevuto il permesso umanitario che consente di restare in Italia, di fatto vengono messi alla porta dato che, per loro, non vengono più mantenute le misure di accoglienza. C'è da dire, in questi casi, che la nostra Associazione cerca di sopperire continuando a dare un tetto e il cibo ad alcune persone che si trovano in queste condizioni ma... per quanto potremo continuare a farlo se le risorse vengono sempre meno e i richiedenti asilo diminuiscono progressivamente di numero? Per non parlare dello SPRAR che è stato abolito e che rappresentava forse l'unica speranza per la cosiddetta "seconda accoglienza"... 
L'Associazione Partecipazione e Sviluppo ha recentemente sviluppato il Progetto PRAD, un progetto di seconda accoglienza che potrebbe essere finanziato dai futuri bandi della Regione Toscana o da Bandi Europei che mira proprio, in mancanza del progetto SPRAR, a dare ulteriore assistenza a chi è autorizzato a restare in Italia ma che non ha risorse economiche per vitto e alloggio e non riesce a trovare un lavoro per potersi mantenere.

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